L’Ottocento e il trionfo dello stile Neorococo’

Il trionfo dello stile neorococò nella produzione novese dell’Ottocento è documentato dagli splendidi vasi delle manifatture Antonibon e Viero, decorati con motivi floreali resi con estrema vividezza, con applicazioni plastiche con putti a tuttotondo, o con elementi fitomorfi e rocaille a rilievo. Tra i migliori modellatori delle ceramiche in stile neorococò vanno ricordati Giuseppe Lorenzoni, Giambattista Minghetti e Girolamo Bortotti, autori di opere di enormi e anche piccole dimensioni, abili dunque nell’affrontare difficoltosi problemi tecnici. Eccezionali decoratori furono in questo periodo Antonio Bianchi, Edoardo Tommasi, Silvio Righetto e Giovanni Comacchio.

I successi ottenuti dalla ditta Antonibon continuarono alla Esposizione regionale del 1871 a Vicenza, all’Esposizione internazionale di Vienna nel 1873 in cui sarà l’unica ditta veneta a partecipare, mentre all’Esposizione nazionale delle belle arti a Milano nel 1881 presero parte anche la manifattura di Antonio Passarin di Bassano, di Luigi Sebellin e della Società ceramica vicentina.

Tipica fornace a legna diffusa dal XVI secolo (da Cipriano Piccolpasso).
Genuflessorio Vaticano, Manifattura Viero 1887-88, grande inginocchiatoio (h 295x165 cm) formato da 44 pezzi in maiolica modellati da Alessandro Piazza. Riproduzione dell’Immacolata Concezione del Tiepolo dipinta da Giovanni Gottardi. Decorazione floreale di Angelo Comacchio e Silvio Righetto. Donato a Leone XIII dalla diocesi vicentina in occasione dell’Esposizione Vaticana del 1887-88, Logge Vaticane, Roma.

Si assiste quindi ad un periodo di rinascita e riqualificazione della ceramica novese e vicentina. Giuseppe Corona, illustrando per la Sonzogno di Milano l’Esposizione nazionale organizzata nel 1884 a Torino, così scrisse a proposito “dell’arte degli Antonibon”: “Quest’arte rococò ha una mitezza e una leggiadria incantevoli: è l’espressione di quel secolo tutto vezzoso, tutto giovanile che si potrebbe nomare il secolo delle sdolcinature e dell’amore. E tutti quei fiori artisticamente sparsi risultano in un modo incomparabile sopra il fondo di un bianco latteo meravigliosamente smaltato.
Lo stesso entusiasmo contrassegna le parole del Corona per le ceramiche della manifattura novese dei Viero, per la prima volta presenti ad un’esposizione “ma nel modo migliore e più convincente. Infatti egli espone cose bellissime e graziose…”. Gli Antonibon e i Viero vincono la medaglia d’oro. Vengono nominati dal Corona anche altri espositori di Nove: i Cecchetto, i Marcon, e gli Agostinelli; tra i Bassanesi: Bonato e Passarin. All’Esposizione nazionale di Torino del 1898 vengono conquistate diverse medaglie dai Veneti della categoria: oro al Minghetti e a Viero, argento a Primon, bronzo ad Agostinelli, Passarin, Valeri che succedette ad Antonibon.