ALESSIO TASCA

Alessio Tasca

Alessio Tasca (Nove, 1929 – Heilbronn, 2020)

Nato a Nove nel 1929 in una famiglia di musicisti e decoratori, dimostra una grande passione per il disegno che riesce a migliorare nello studio del pittore e ceramista Giovanni Petucco. Frequenta la scuola locale, annessa all’allora regia scuola d’arte “Giuseppe De Fabris” in cui, nel 1942, arriva alla direzione il siciliano Andrea Parini. L’artista caltagironese, assieme a Petucco e, più tardi, a Pompeo Pianezzola, sarà il promotore di un rinnovamento didattico e di una visione più contemporanea nel piccolo istituto scolastico. Su impulso di Romano Carotti prosegue gli studi all’istituto d’arte di Venezia, luogo di incontro e scambio in cui la lezione martiniana lascia poco a poco spazio alle istanze dei più recenti Fronte nuovo delle arti e allo Spazialismo. Nel 1948 inizia ad insegnare alla locale scuola serale dell’istituto d’arte e nello stesso anno fonda la F.lli Tasca artigiani ceramisti con i fratelli Marco e Flavio.

L’inizio degli anni cinquanta coincidono con una rapida crescita del laboratorio familiare. Sono numerose le partecipazioni a mostre e concorsi di alto artigianato espone le proprie ceramiche, contenitori e figure, caratterizzate inizialmente dall’uso di maiolica variamente graffita e, per la parte produttiva, da colori particolari come il “verde Morelli”. Partecipa su invito alla Biennale di Venezia, sezione arti decorative, e alla Triennale di Milano, nonché a molte altre occasioni pubbliche, vincendo vari concorsi (Premio Palladio, 1958) e realizzando gradi pannelli decorativi per edifici religiosi e pubblici, eccezionalmente anche in pietra. La critica si accorge del suo talento e le sue creazioni vengono pubblicate in varie riviste; inizia anche a collaborare con qualche galleria.

Nel 1961 lascia la ditta ai fratelli per avviare un proprio laboratorio dove realizza sculture in materiale refrattario e maioliche a tornio caratterizzate dal colore “rosso aragosta” con cui vince diversi premi (Vicenza, Gubbio). Il suo approccio alla produzione lo vede coordinare molti collaboratori, tra cui Candido Fior, e figure esterne a cui affidare la realizzazione di oggetti particolari. Primario è il contributo di ciascun dipendente non già come mero esecutore, ma invitato e spronato da Tasca stesso a contribuire fattivamente con idee e sperimentazioni. l’atelier non è quindi limitato allo spazio produttivo proprio, ma si estende al paese e oltre, ricercando, materiali, strumenti e ispirazione altrove.
Nel 1962 riprende l’insegnamento succedendo a Giovanni Petucco nella cattedra di plastica all’Istituto d’arte di Nove, dove rimarrà fino al 1978. Sperimenta e intuisce le potenzialità della trafila e nel 1967 inizia una produzione di serie totalmente originale che gli varrà riconoscimenti (Biennale di Venezia e Gubbio, Triennale di Milano) e la presenza permanente al Victoria & Albert Museum con il Cornovaso.

È del 1970 la collaborazione con Carlo Bonato per Fusina, laboratorio specializzato nella lavorazione del metacrilato di metile, più noto come perspex o plexiglas: diventa un nuovo banco di sperimentazione e risultati di critica (medaglia d’oro alla XV Triennale di Milano). Con la seconda metà degli anni Settanta continua la produzione in piccola serie di complementi d’arredo anche grazie al confronto con nuovi collaboratori, Nico Toniolo, Orazio Canesso, Enrico Stropparo. Inizia a lavorare per estrusione su sculture di grandi dimensioni in particolare le prime Sfere. I simposia organizzati tra Bassano e Nove in quegli anni, gli danno modo di conoscere Lee Babel con cui apre una nuova pagina della sua vita.

Dal 1978 lascia il laboratorio di via Roberti, laboratorio la cui produzione prosegue anche con esiti originali grazie al figlio Vittore, e per quasi dieci anni si dedica al recupero di un’antica “fabbrica di cristallina e terra rossa” sita a Rivarotta, ai confini tra Bassano e Nove. L’operazione egualmente filologica e artistica viene presentata al pubblico nel 1989 con un’orazione di Luigi Meneghello: da quel momento torna alla scultura in grandi dimensioni, con materiali diversi come grès e refrattario in varie tonalità e ingobbi. Con le nuove opere Tasca focalizza in maniera netta un distacco dalla passata produzione di serie in favore di sculture che segnano lo spazio con il peso di una materia grezza, aspra e, se possibile, ancora più legata alla “terra”. Ne sono dimostrazione l’intitolazione delle opere che, quasi foneticamente riecheggiano toponimi dal sapore antico.
In questi anni viene invitato più volte a partecipare in collettive internazionali assieme ad altri artisti della ceramica quale riconosciuto maestro. Nel 1992 completa l’incarico pubblico della “Mura Antonibon” dando forma alla storia del paese in grandi pannelli estrusi idealmente riprendendo il lavoro eseguito con intonaco policromo trentasei anni prima. Con la medesima tecnica realizza una rivisitazione del grande ciclo dei mesi affrescati negli interni di Torre Aquila, a Trento.
Nel 1997 organizza l’importante antologica “Terre rare” nella Basilica Palladiana in Vicenza in cui ripercorre i tratti salienti della sua carriera.

Negli anni duemila l’impegno artistico viene affiancato anche dalla volontà di promuovere e far conoscere l’arte ceramica locale e internazionale. Esemplari in tal senso sono l’ideazione e organizzazione nel 2003 delle mostre “Terrecotte cinesi – Dalla 48esima Biennale di Venezia”, ossia il recupero conservativo delle straordinarie sculture a grandezza naturale realizzate dall’artista cinese Cai Guo-Qiang nel 1999, e l’antologica postuma “Romano Carotti. 1926-1972 Ceramiche Dipinti Disegni”, dedicata alla figura dell’artista e sindacalista.
Nell’ultimo decennio si dedica a ricerche personali, tra cui la monumentale trascrizione dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto arricchita di disegni e ricordi personali, organizzando mostre assieme a Lee Babel in Italia e all’estero.

Bibliografia (selezione):

– “Alessio Tasca. Terre rare” a cura di Nico Stringa, catalogo della mostra alla Basilica Palladiana in Vicenza, 29 novembre 1997 – 25 gennaio 1998, Neri Pozza editore, 1997
– “Alessio Tasca. Dare forma alla terra” a cura di Giuliano Menato, catalogo della mostra a Villa Valle in Valdagno (VI), 220 maggio – 1 luglio 2001, Grafiche Antiga, 2001
– “Alessio Tasca a Montelupo”, catalogo della mostra alla Priora di Montelupo Fiorentino (FI), 21-29 giugno 2008, Bozzetto edizioni, 2008